Negli ultimi tempi, con l’attenzione sempre crescente della società verso la protezione dell’ambiente, vi è una nuova enfasi sulla progettazione di materie plastiche che scompariranno molto più rapidamente rispetto alla plastica tradizionale.
Questa attenzione ad un mondo più pulito ha dato origine alle prime materie plastiche “ecologiche”. Queste rientrano in tre categorie:
- Bioplastiche realizzate con materiali naturali come l’amido di mais;
- Materie plastiche biodegradabili a base di prodotti petrolchimici tradizionali;
- Materie plastiche eco / riciclate.
Con riferimento alle materie plastiche biodegradabili, su circularity.com è stata pubblicata una notizia che fa ben sperare tutti gli attivisti ambientali che da anni si impegnano per sensibilizzare alla riduzione dell’uso delle plastiche ed impiegare altri materiali meno inquinanti.
A tal proposito, la notizia riferisce dell’uso di cassette biodegradabili destinate al materiale ittico proveniente dall’Adriatico. La notizia segna certamente una svolta verso il mondo plastic free.
Le cassette arrivate alle Isole Tremiti – provincia di Foggia, Puglia – sono per l’esattezza 500 ed hanno lo scopo di ridurre l’uso della plastica. Un modo per dimostrare come l’economia sostenibile possa accogliere anche il settore ittico.
Le cassette dopo il suo utilizzo vengono sottoposte al riciclaggio e pronte per una nuova vita.
Le materie plastiche biodegradabili, come riconoscerle
In generale, già alcuni negozi usano i sacchetti biodegradabili. Come suggerisce il nome, queste materie plastiche biodegradabili contengono additivi che li fanno decadere più rapidamente in presenza di luce e ossigeno.
A differenza delle bioplastiche, le materie plastiche biodegradabili sono fatte di materie plastiche normali e non si scompongono pertanto sempre in sostanze innocue: a volte lasciano un residuo tossico e ciò le rende generalmente inadatte al compostaggio.
In generale, le borse biodegradabili funzionano ma non sono prive di problemi ecco perché nel 2014, alcuni membri del Parlamento europeo hanno cercato di introdurre un divieto assoluto di plastica biodegradabile nell’UE a causa dei numerosi dubbi sui loro benefici ambientali.
La proposta è stata bocciata, ma fu un’occasione per intraprendere degli studi più dettagliati sulla plastica biodegradabile, confermando che non possono essere effettivamente compostati anaerobicamente e di solito non si scompongono in discarica.
Negli oceani, l’acqua di solito è troppo fredda per abbattere la plastica biodegradabile, galleggiano per sempre sulla superficie, al pari quindi delle materie plastiche convenzionali o, se si rompono, producono piccoli frammenti di plastica dannosi per la vita marina.
La plastica e la sua versatilità
Le materie plastiche sono sostanze chimiche sintetiche, ossia create artificialmente, non appartengono al mondo che ci ospita, infatti non si mescolano bene con la natura. Le materie plastiche scartate sono una grande causa di inquinamento in quanto ingombrano fiumi, mari e spiagge, uccidendo pesci, soffocando gli uccelli e rendendo l’ambiente che ci circonda un posto molto meno attraente.
Le plastiche sono polimeri a base di carbonio che si ricavano principalmente dal petrolio.
Alcune materie plastiche tendono a diventare gialle a causa di una lunga esposizione al sole e quindi per far venir meno a questo inconveniente, i produttori di materie plastiche introducono delle sostanze chimiche stabilizzanti.
La parola plastica significa flessibile. Il problema è che la plastica viene usata per articoli usa e getta, di basso valore.
In media si utilizzano i sacchetti di plastica per 12 minuti, ma possono impiegare completamente 500 anni per degradarsi nell’ambiente. Insomma, sbarazzarsi della plastica è estremamente difficile.
Secondo molti attivisti ambientali, non basta riciclare i propri rifiuti, ma ridurre la mole della stessa, solo così si compiranno dei piccoli passi importanti verso un mondo più sostenibile.
Su circularity.com le notizie sull’ecosostenibilità. Un modo per apprendere come liberare il mondo dalla plastica, versatile ma pericolosa per l’ambiente.
